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Gli antidepressivi utili nel trattamento dei sintomi fibromialgici

La fibromialgia è un male di cui ancora non sono state trovate né le cause né le cure e questo pone molto difficoltà in sede di diagnosi. La ricerca contro il dolore ha costantemente fornito nuove chiavi sia eziologiche sia terapeutiche per meglio comprendere la malattia, e oggi molti dottori iniziano ad avere una maggiore consapevolezza di ciò che per anni era stata considerata una malattia ‘invisibile’. La sindrome fibromialgica (SFM) è caratterizzata da dolori sparsi e cronici, ipersensibilità corporea, fatica, e disturbi del sonno. Alcuni pazienti mostrano stadi così avanzati della malattia che devono rinunciare a qualunque attività quotidiana e vivono come invalidi.

Winfried Hauser, M.D., del Klinikum Saarbrucken, Saarbrucken, Germania, ha analizzato numerosi studi in letteratura a proposito della terapia della fibromialgia con gli antidepressivi. Diciotto studi randomizzati, per un totale di circa 1.427 soggetti coinvolti, sono stati presi in considerazione. Si calcola che nel Nord America e in Europa circa il 6 per cento della popolazione soffra di questa patologia. Se la percentuale vi sembra trascurabile, provate a pensare che ci sono 5 milioni di americani e 10 milioni di europei che soffrono di questo problema. Le spese della sanità pubblica per i trattamenti collegati, direttamente o indirettamente, a questi pazienti, sono altissime e qualsiasi dato che fornisca cure valide per aiutare coloro che sono affetti di fibromialgia è un vantaggio per tutta la comunità.

Fra gli antidepressivi considerati nei 18 studi erano compresi gli antidepressivi triclici e tetraciclici (TCA), gli antidepressivi inibitori della ricaptazione della serotonina, gli inibitori della ricaptazione della serotonina e della noradrenalina (SNRI), e gli inibitori della monoamina oxidase (MAOI). I risultati indicano nel complesso che le TCA, che sono i più vecchi fra i farmaci generici, sono efficaci nel ridurre il dolore. Al contrario i SSRI non portano risultati validi, anche se, ovviamente, tutti questi farmaci sono capaci di agire come antidepressivi nei pazienti che a causa della malattia presentano forme di depressione. Certo, però, a parere degli autori, non esistono ancora studi a lungo termine per fornire raccomandazioni certe nell’uso degli antidepressivi.

Daniel Clauw, professore di medicina all’University of Michigan, che ha condotto studi sulla fibromyalgia, ma che non è fra gli autori dello studio, afferma che i farmaci non agiscono comunque come semplici antidepressivi, ma che trattare la depressione vuol dire anche trattare il dolore. 
Gli autori insistono che prima che qualsiasi terapia venga iniziata vanno analizzati con attenzioni le eventuali patologie del paziente per individuare i possibili effetti collaterali. Non ci sono dati certi sulle terapie a lungo termine della fibromialgia con gli antidepressivi e questo vuol dire che è necessario sottoporre il paziente a controlli regolari nel tempo per comprendere fino a che punto gli effetti siano validi e se i benefici non siano inficiati dagli effetti secondari.
Ciò che è utile per un paziente potrebbe non esserlo per un altro e questo studio come gli altri indicano una strada possibile per alleviare i dolori di chi soffre di fibromialgia che richiederà tempo e un’analisi attenta dei risultati.

By Neomi Heroux, 19 gennaio 2009