Le moderne tecnologie oggi disponibili nell’ambito della comunicazione rappresentano un potente mezzo per migliorare la raccolta dei dati clinici e la gestione dei pazienti e sicuramente aiutano nell’implementazione della medicina di precisione, diventata così importante nel corso degli ultimi anni. La pratica clinica della medicina di precisione, che volendola descrivere con poche parole comporta la prescrizione del trattamento appropriato a pazienti con determinate caratteristiche cliniche o genetiche corrispondenti, è sicuramente facilitata dalla consultazione dei registri. Per registro di pazienti si intende un sistema organizzato che utilizza metodi di studio osservazionale per raccogliere dati uniformi (clinici o di altro tipo) per valutare risultati specifici per una popolazione definita da una particolare malattia, condizione o esposizione. Le moderne tecnologie, partendo dal Web fino ad arrivare agli smartphone, hanno aumentato enormemente la possibilità di raccogliere dati provenienti da registri di pazienti. I dati derivanti da un registro possono avere molteplici scopi (principalmente quello scientifico) e possono essere utilizzati anche nell’ambito delle politiche sanitarie. I dati dei registri sono molto importanti in quanto provengono dal cosiddetto mondo reale (nel senso che non derivano da esperimenti condotti in laboratorio o da sperimentazioni cliniche sponsorizzate da case farmaceutiche) e contengono informazioni generate nel corso della cura del paziente. In questo senso le informazioni presenti nei registri sono preziose per determinare l’efficacia e la sicurezza degli interventi terapeutici in diversi sottogruppi di pazienti (ad esempio, quelli di età diverse o con varie comorbidità) e diversi contesti clinici. L’ambito reumatologico è abituato ai registri. Da diversi anni in Italia ad esempio esistono registri dedicati all’artrite reumatoide, e numerose sono le esperienze anche in ambito internazionale. L’avvento della medicina di precisione sta dunque aumentando l’importanza dell’uso dei registri dei pazienti in ambito sanitario. Questo è ancor più vero per patologie croniche ad elevata prevalenza nella popolazione generale come la fibromialgia (FM), condizione di dolore cronico complesso che colpisce almeno il 2% della popolazione adulta in Italia. Ad oggi la FM rimane una malattia per cui sono notevoli le ambiguità diagnostiche e fisiopatologiche e di conseguenza tante le difficoltà di gestione. Per cercare di dare una risposta ad alcune delle tante domande aperte che riguardano la FM, nel 2019, sotto l’egida del Ministero della Salute e con il supporto della Società Italiana di Reumatologia (SIR), è stato creato il primo registro italiano dedicato a questa patologia. Le prime richieste da parte del Ministero della Salute sulla necessità di un registro della FM sono partite nel 2017, quando fu espresso il desiderio di poter monitorare gli esiti clinici dei pazienti e di ottenere statistiche amministrative nazionali.

 

L’obiettivo principale era quello di sviluppare approcci che potessero incorporare i principi della medicina di precisione nella prevenzione e nel trattamento del dolore cronico, e di tracciare gli esiti clinici e quelli dichiarati dai pazienti. Allo stesso tempo, una delle strategie della Società Italiana di Reumatologia è stata quella di sviluppare un’infrastruttura di ricerca sulla FM a livello nazionale per facilitare la realizzazione di studi osservazionali e interventistici su larga scala. Il registro italiano è una piattaforma web completamente informatizzata. Gli scopi del registro sono dunque principalmente cinque: i) istituire un database prospettico via web dei pazienti affetti da FM ambulatoriali indirizzati a trattamenti multidisciplinari in Italia; ii) valutare e monitorare la loro condizione nel tempo attraverso verso l’analisi dei dati demografici e di descrittori clinici e di misure di outcome uniformi, standardizzate, e validate; iii) stabilire dei cut-off point di severità della malattia a supporto del processo decisionale in ambito sanitario; iv) fornire ai ricercatori dati reali affidabili per rispondere a importanti domande riguardanti vari aspetti del dolore cronico diffuso e della sua gestione, valutare la fattibilità dello studio e facilitare il reclutamento di pazienti per la ricerca clinica; v) sostenere progetti di ricerca collaborativa promuovendo la cooperazione tra i centri e assistendo la realizzazione dei progetti di ricerca. Una prima analisi dei dati del registro (raccolti tra novembre 2018 e dicembre 2019) ha riguardato 2.339 pazienti (2.181 donne e 158 uomini). Come si può osservare, il rapporto femmine/maschi riflette quello spesso osservato nella popolazione generale. L’età media era di 51,9 anni, con una durata media di malattia di 7,3. Una storia di dolore cronico diffuso superiore a 5 anni era presente in circa la metà dei pazienti (49,38%). Il punteggio medio del Fibromyalgia Impact Questionnaire modificato era 61.6 e del Fibromyalgia Assessment Status modificato 8.9, punteggi ambedue indicativi di una fase di elevata severità della FM nella popolazione studiata. Tra le aree corporee maggiormente interessate dalla sintomatologia dolorosa, quella più coinvolta è risultata il collo (80.5% dei pazienti), seguita dalla zona lombare (75.5%).

I risultati completi di questa analisi dei dati del registro verranno a breve pubblicati su una rivista di rilevanza internazionale (Clinical and Experimental Rheumatology). L’augurio per il registro italiano è quello che possa realmente aiutare i reumatologi nel management di una condizione così frequente, impattante e purtroppo molto invalidante come la FM.

Marco Di Carlo

Reumatologo