
Articolo di Paola P., pubblicato originariamente su fibromialgiainfo.com
Tutto quello che leggi qui è frutto della mia esperienza personale e di una ricerca accurata sulle fonti ufficiali. Per qualsiasi dubbio o decisione sulla tua salute, consulta sempre il tuo medico — lui conosce la tua situazione, io no.
Paola P.
Ci sono notizie che aspetti così a lungo che, quando arrivano, quasi non ci credi.
Questa è una di quelle.
Dopo anni di petizioni, mozioni in Parlamento, convegni e promesse, la fibromialgia nei LEA — i Livelli Essenziali di Assistenza — è finalmente realtà. Tradotto: per la prima volta lo Stato italiano riconosce la fibromialgia come malattia che dà diritto a un’esenzione dal ticket. Nero su bianco, in Gazzetta Ufficiale.
Ho stappato lo spumante? Quasi. Poi ho letto le condizioni. E ho rimesso il tappo.
Perché la notizia è bella, ma ha un “ma” grande così. Te la racconto tutta — con le fonti, i numeri veri e cosa puoi fare tu, concretamente.
Prima di tutto: cosa sono i LEA (spiegato senza burocratese)
I LEA sono l’elenco delle prestazioni che il Servizio Sanitario Nazionale deve garantire a tutti, gratis o pagando solo il ticket. Dentro c’è anche la lista delle malattie croniche che danno diritto all’esenzione: se hai una di quelle malattie, certe visite e certi controlli non li paghi.
Per anni la fibromialgia in quella lista non c’era. Il che significava, per la maggior parte di noi, pagare tutto di tasca propria — visite, controlli, fisioterapia. Molto di tendenza, il dolore cronico a pagamento.
Ora qualcosa è cambiato.
Fibromialgia nei LEA: date, decreto e Gazzetta Ufficiale
Mettiamo in fila i fatti, perché in giro ne ho lette di tutti i colori (e confesso che anch’io, a settembre, avevo scritto che mancava ancora la pubblicazione: ecco, adesso c’è).
Il provvedimento è il DPCM del 7 agosto 2026, che modifica il vecchio decreto LEA del 12 gennaio 2017. È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 227 del 30 settembre 2026, ed entra in vigore il 30 ottobre 2026, cioè trenta giorni dopo la pubblicazione.
Il percorso è stato lungo: l’intesa in Conferenza Stato-Regioni è arrivata il 23 ottobre 2025, i pareri delle Commissioni parlamentari a febbraio 2026, la firma ad agosto e la pubblicazione a fine settembre. Un anno intero per fare gli ultimi passi. Per Bacco!
Nel decreto la fibromialgia compare con il nome di “sindrome fibromialgica” e un codice tutto suo: esenzione 068.
Il “ma”: l’esenzione 068 vale solo per le forme molto severe
Ed eccoci al punto.
L’esenzione 068 non vale per tutte le persone con diagnosi di fibromialgia. Vale solo per le forme “molto severe”, cioè per chi ha un punteggio superiore a 82 al questionario FIQR.
Quanti sono? Secondo la Società Italiana di Reumatologia, citata da Altroconsumo, solo circa il 16% dei pazienti arriva a quel punteggio. Tre società scientifiche — il Collegio Reumatologi Italiani (CReI), la SIMFER (medicina fisica e riabilitativa) e la SISMED — il 9 ottobre hanno diffuso un comunicato congiunto con un messaggio chiarissimo: così resta escluso oltre l’80% dei pazienti.
Su una stima di circa 2 milioni di persone con fibromialgia in Italia, fai tu il conto.
Spoiler: non torna.
Cos’è il FIQR (e perché quel numero conta tanto)
Il FIQR (Fibromyalgia Impact Questionnaire Revised) è un questionario di 21 domande che misura quanto la fibromialgia pesa sulla tua vita. Guarda tre cose: cosa riesci a fare fisicamente (pettinarti, fare la spesa, salire le scale), l’impatto complessivo sulla tua settimana e l’intensità dei sintomi — dolore, stanchezza, sonno, rigidità, ansia, memoria, equilibrio.
Il punteggio va da 0 a 100. Uno studio italiano su oltre 2.300 pazienti, pubblicato sulla rivista Rheumatology nel 2021, ha diviso la gravità in cinque fasce: remissione (fino a 23), lieve (24-40), moderata (41-63), grave (64-82) e molto grave (sopra 82).
Il decreto ha scelto l’ultima fascia. Non “grave”. Molto grave.
Il questionario lo compili tu, ma il punteggio valido per l’esenzione lo deve certificare lo specialista di una struttura pubblica o convenzionata (se vuoi ripassare come funziona tutto il percorso, ho scritto una guida su come si diagnostica la fibromialgia). E qui c’è la critica più sensata che ho letto: la fibromialgia va a ondate. Hai settimane in cui ce la fai e settimane — pensa a un flare-up — in cui anche aprire un barattolo è un’impresa. Un singolo questionario, fatto in un singolo giorno, fotografa un momento. Non la tua vita.
Cosa copre l’esenzione 068 (e cosa no)
Se rientri nella fascia “molto severa”, con l’esenzione 068 hai diritto, senza ticket, a tre cose.
La prima è una visita specialistica di controllo ogni 12 mesi, per monitorare come va e prevenire complicazioni.
La seconda è un ciclo di rieducazione motoria di gruppo ogni 12 mesi: 10 sedute da 60 minuti, in gruppi di massimo 6 persone. Ha senso, perché l’attività fisica guidata è uno dei trattamenti con più prove scientifiche a favore per la fibromialgia.
La terza è una visita psichiatrica di controllo ogni 12 mesi, ma solo se c’è anche un disturbo psichiatrico associato, come depressione o ansia diagnosticate.
L’attestato di esenzione dura almeno due anni ed è rinnovabile dopo una nuova valutazione.
E cosa non copre? Tutto il resto. Esami del sangue, radiografie, altri accertamenti, fisioterapia individuale, psicoterapia: per questi resta il ticket, a meno che la tua Regione non decida di fare di più.
Lo so. Dieci sedute di ginnastica all’anno non cambiano la vita. Ma è il primo mattone. E di solito, quando una porta si apre anche solo di uno spiraglio, poi è più facile spingerla.
Fibromialgia nei LEA e Regioni: dove abiti fa la differenza
Il decreto nazionale fissa il minimo garantito in tutta Italia. Le Regioni però possono fare di più: allargare i criteri, aggiungere prestazioni, creare percorsi dedicati con fondi propri.
Alcune si sono già mosse per conto loro negli anni scorsi — per esempio la Lombardia, con la sua rete regionale per la fibromialgia e la telemedicina. Altre partono quasi da zero.
Quindi la domanda da fare non è solo “cosa dice il decreto”, ma anche “cosa fa la mia Regione”. La risposta te la può dare la tua ASL o un’associazione di pazienti del tuo territorio.
E adesso, in pratica: cosa puoi fare tu?
Prima regola: non correre domani in reumatologia a chiedere l’esenzione. Il decreto entra in vigore il 30 ottobre, ma poi Regioni e Aziende sanitarie devono attivare le procedure: certificazione, registrazione dell’esenzione, prenotazioni (lo spiega bene Superando.it). L’AMRER, l’associazione dei malati reumatici dell’Emilia-Romagna, lo dice chiaramente: in questa fase è meglio aspettare le indicazioni ufficiali e intanto continuare il proprio percorso di cura.
Quando le procedure saranno attive, il percorso sarà più o meno questo. Parti dal tuo medico di famiglia, che ti prescrive una visita reumatologica in una struttura pubblica o convenzionata (si prenota con il CUP). Durante la visita lo specialista valuta la tua situazione e calcola il punteggio FIQR. Se superi 82, ti rilascia la certificazione, con cui chiedi all’ASL l’attestato di esenzione 068.
Un consiglio da amica: quando compili il FIQR, sii onesta. Il questionario chiede di pensare agli ultimi sette giorni. Molte di noi hanno il vizio di minimizzare — “dai, non è poi così male” — perché ci siamo abituate a stringere i denti. Ecco, quel giorno non stringerli. Racconta com’è davvero.
Se invece sei sotto la soglia, niente esenzione 068. Ma non vuol dire che non hai diritto a niente: la diagnosi resta, il medico può seguirti lo stesso e la tua Regione potrebbe avere percorsi propri. Il riconoscimento dell’invalidità civile è un’altra strada ancora, separata dai LEA, che passa da una valutazione INPS caso per caso.
Cosa chiedono medici e associazioni
Nessuno sta dicendo “grazie, tutto risolto”. Le società scientifiche e le associazioni di pazienti, come AISF, hanno accolto l’ingresso della fibromialgia nei LEA come un primo passo e già chiedono il secondo.
Le richieste principali sono tre. Abbassare gradualmente la soglia FIQR, così da includere anche le forme moderate e gravi. Percorsi di cura uguali in tutte le Regioni, con ambulatori dove reumatologo, fisiatra e psicologo lavorano insieme. E una legge nazionale sulla fibromialgia, di cui in Parlamento si parla da anni.
Io la vedo così: fino a ieri la fibromialgia, per lo Stato, quasi non esisteva. Oggi esiste, con un nome, un codice e un decreto. Il cerchio è ancora piccolo, ma adesso c’è un cerchio da allargare.
Fibromialgia nei LEA: domande frequenti
Da quando vale l’esenzione 068 per la fibromialgia?
Il decreto entra in vigore il 30 ottobre 2026. Le procedure concrete per chiederla dipendono però dalla tua Regione e dalla tua ASL, che devono attivarle.
Basta avere la diagnosi di fibromialgia per avere l’esenzione?
No. Serve un punteggio FIQR superiore a 82, cioè una forma “molto severa”, certificato da uno specialista di una struttura pubblica o convenzionata.
Quanto dura l’esenzione?
Almeno due anni, poi va rinnovata dopo una nuova valutazione.
L’esenzione copre farmaci, esami e fisioterapia?
No. Copre solo una visita di controllo all’anno, 10 sedute di rieducazione motoria di gruppo all’anno e, se c’è un disturbo psichiatrico associato, una visita psichiatrica all’anno.
L’ingresso della fibromialgia nei LEA significa invalidità civile automatica?
No. L’invalidità civile è un percorso separato, con una valutazione INPS personale.






